Come Preparare Cheesecake al Cocco

Giornate frizzanti, giornate nebbiose, giornate quasi torride… un classico, settembre è il mese degli sbalzi. Climatici ma anche d’umore (almeno per me). Ecco perché in questo periodo passo dall’aver voglia di colazioni fumanti (cappuccino caldissimo con dolce ancora tiepido) alla necessità, come stamattina, di qualcosa di fresco, qualcosa che con i suoi sapori, profumi e colori mi tenga legata ancora un po’ alla piacevole sensazione estiva e vacanziera. E così ho creato questo cheesecake al cocco…

Ingredienti per una teglia da 18 cm:
120 g di biscotti (stavolta ho usato quelli “alla panna”, come mi ha suggerito la mia amica Bea… e in effetti la base è venuta buonissima!)
100 g di burro
200 g di formaggio spalmabile
40 g di zucchero
60 ml di latte
1 uovo
100 g di cocco grattugiato

Prima di tutto ho foderato la teglia con la carta da forno; poi vi ho disposto sul fondo un composto, ottenuto mescolando i biscotti tritati e il burro fuso. Ho messo questa “base” nel frigorifero per mezz’ora e nel frattempo ho preparato una crema sbattendo con una frusta l’uovo, lo zucchero, il formaggio spalmabile e il latte. E, per ultimo, ho incorporato il cocco. A questo punto ho ripreso la teglia, ho versato il composto formaggioso sopra i biscotti e ho infornato a 180° per 20 minuti circa (quando è cotto si vedono delle crepe in superficie). Ed eccolo qui. Se poi lo lasciate riposare in frigo tutta la notte, la mattina dopo sarà una meraviglia!

Sempre perché ci sono giorni in cui la mia colazione dev’essere fresca, frizzante ed energizzante (non chiedetemi perché), oggi insieme al cheesecake ho bevuto un infuso freddo spettacolare (anche questo preparato ieri sera). Non so se conoscete questa marca, si chiama “Løv Organic” e, oltre ad avere delle confezioni incredibilmente belle (da collezione!!!), realizza tè e infusi ottimi. La mia è l'”Acqua di frutti agli agrumi” (ovvio, cos’altro potevo bere vista l’improvvisa voglia d’estate?!) dal sapore delicato ma al tempo stesso gustoso (sì perché, diciamocelo, alcuni infusi sanno davvero di poco!), con frutta biologica e senza caffeina.

Come Modificare un Testo Scannerizzato

Quante volte ci è capitato di dover riscrivere interamente un documento perchè magari era da correggere solo una parte? Con questi semplici passi riuscirete a prelevare il testo da un documento scannerizzato e riportarlo in word, pronto per essere corretto e stampato.

Sono diversi i programmi in commercio che permettono di prelevare il testo da una scannerizzazione ma di sicuro il più comune è quello di microsoft e che si chiama Microsoft Office Document Imaging.
Il primo passo da compiere se si dispone di questo programma è quello di scannerizzare il testo il quale verrà salvato con estensione.Tif.

Ora dovremo aprire il nostro programma e importare il file appena salvato attraverso la barra dei menu, nella casella file. Infatti cliccando su file si aprirà un menù a tendina sul quale potremmo trovare anche la dicitura “inserisci file”. Cerchiamo il nostro documento e selezioniamolo.
Sempre sulla barra dei menù troveremo un altro tasto con scritto “invia il testo a word”.

Ora il nostro testo sarà pronto per le nostre modifiche. A tal proposito sulla barra degli strumenti troveremo tutti i tasti che occorrono per eseguire tutte le nostre correzioni.
Una volta che sono terminate le correzioni salveremo con nome il nostro documento, oppure lo manderemo direttamente in stampa se non ci serve una copia salvata.

Come Preparare Torta all’Uva

Mi alzo all’alba (come sempre) e mi viene voglia di preparare una torta soffice all’uva.

Problema n° 1: non ho abbastanza latte di soia (quello che ho in casa mi basta a stento per il cappuccino… indispensabile al mattino, altrimenti non carburo!). Problema n° 2: anche il burro è quasi finito. CHE FACCIO? Sperimento! 😉

Ingredienti per una teglia quadrata di 18×18 cm:
150 g di zucchero di canna
2 uova
Semi di mezza stecca di vaniglia
250 g di farina 00
1 bustina di lievito
2 o 3 cucchiai di olio extravergine di oliva (ca 20 ml)
3 o 4 cucchiai di acqua (ca 30 ml)
300 g di uva

Come prima cosa, ho montato con uno sbattitore le uova e lo zucchero; in seguito ho aggiunto i semini della vaniglia, l’olio, un pochino d’acqua e, infine, la farina con il lievito. A questo punto ho lavato e asciugato gli acini d’uva, li ho tagliati in due e ho eliminato i semi. Ho aggiunto la frutta all’impasto e ho versato nella teglia ricoperta di carta da forno. Ho infornato per 40 minuti circa a 180°

Come Attivare Fornitura di Luce e Gas

Esistono diversi modi per attivare un contratto di fornitura di elettricità o gas. Che si passi tramite un call center o che si preferisca la modalità ”self service” tramite sito internet, le informazioni richieste per l’attivazione e i documenti sono sempre gli stessi. L’adesione a un’offerta in seguito alla telefonata ricevuta o alla visita degli agenti commerciali è il caso in cui è necessario prestare la massima attenzione. Bisogna prendersi tutto il tempo necessario per non essere presi alla sprovvista, in modo da confrontare le offerte di luce e gas per trovare quella più conveniente.

Chi deve presentare la pratica
Gli interessati a cambiare contratti di fornitura elettrica o ad attivarne di nuovi.

A chi rivolgersi
Dopo aver valutato le diverse offerte sul mercato, è possibile attivare i contratti tramite sito internet o modulistica cartacea del gestore scelto.

Cosa serve
Dipende dal tipo di attivazione. Se gli inquilini precedenti non hanno disdetto il contratto, bisognerà cambiare il nome dell’intestatario della bolletta e fare una voltura. Se invece i contatori sono disattivati e non ci sono luce e gas, si procederà a un subentro per attivare una nuova fornitura. Per l’attivazione di un contratto è sempre necessario un documento, come la carta d’identità, dell’intestatario della fornitura. Bisogna quindi fornire un recapito telefonico o email, il numero della carta d’identità e un indirizzo per l’invio delle fatture e delle comunicazioni. Vengono inoltre richieste le caratteristiche della fornitura, identificabili sull’ultima bolletta: il codice che identifica il cosiddetto ”punto di fornitura”, per i contratti luce (Pod) si trova nella prima pagina della bolletta mentre per i contratti gas (Pdr, punto di riconsegna) è reperibile nella prima pagina della bolletta. Nel caso di contratti di energia elettrica, sarà necessario indicare la potenza del contatore nel momento in cui si effettua il contratto. L’informazione è reperibile nella prima pagina dell’ultima bolletta, nella sezione ”Dati della fornitura”, alla voce ”Potenza contrattualmente impegnata”. È richiesto, quindi, di indicare se la fornitura riguarda un’abitazione di residenza o no. Nel caso dei contratti gas è necessario specificare la matricola del contatore (reperibile sull’ultima bolletta) e la tipologia di utilizzo.

Scadenze e tempistiche
Il tempo tecnico minimo per una voltura è pari a 4 giorni lavorativi dalla richiesta del cliente, come stabilito dall’Autorità. In caso di subentro il distributore provvederà all’attivazione entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la richiesta dal venditore.

Costi
Il recesso non deve essere soggetto ad alcun vincolo, deve avvenire a costo zero e il preavviso non deve mai essere superiore a un mese. Per quanto riguarda la voltura, clienti che sono ancora nel mercato regolato dall’Autorità per l’energia dovranno pagare al venditore:
-un contributo fisso di 27,03 euro per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore, cioè l’azienda che si occupa della lettura e della manutenzione del contatore)
-un ulteriore contributo fisso di 23 euro
-l’imposta di bollo (16 euro) sul nuovo contratto come previsto dalla normativa fiscale.

Poiché si sta attivando un nuovo contratto, al momento della conclusione di quello precedente il venditore chiederà un deposito cauzionale. Questo deposito, però, non può essere addebitato a chi richiede la domiciliazione bancaria o su carta di credito della bolletta. I clienti che sottoscrivono un’offerta nel mercato libero, procedura obbligatoria dal luglio 2020, devono pagare al venditore:
-un contributo fisso di 27,03 euro per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore)
-eventuali oneri aggiuntivi specificati nei singoli contratti;

L’esercente può comunque richiedere al cliente, al momento della conclusione del contratto, un deposito cauzionale o altra garanzia, come indicato nei singoli contratti e, nei casi previsti dalla normativa fiscale, il pagamento dell’imposta di bollo (16 euro). Per la fornitura di gas non esiste una regola precisa dettata dall’Autorità, ma bisognerà consultare il sito del distributore. Se si parla di un subentro, per quanto riguarda l’energia elettrica, i clienti che sono ancora nel mercato regolato dall’Autorità (maggior tutela) dovranno pagare al venditore
-un contributo fisso pari a 27,03 euro per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore)
-un ulteriore contributo fisso pari a 23 euro
-l’imposta di bollo sul nuovo contratto, pari a 16 euro.
Per il deposito cauzionale, valgono le considerazioni già fatte per la voltura. I clienti che sottoscrivono un’offerta nel mercato libero, procedura obbligatoria dal luglio 2020, devono pagare al venditore:
-un contributo fisso pari a 27,03 euro per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore)
-un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

Per la fornitura di gas non c’è distinzione tra mercato regolato e libero. Quello che conta è il tipo di contatore installato. Verranno addebitati 30 euro nel caso dei contatori di classe G6 e 45 euro per le classi superiori. La classe del contatore è indicata sull’apparecchio, ma generalmente i contatori presenti presso i clienti domestici sono di classe G6. La somma va pagata al distributore. Se in caso di subentro ci si trova di fronte alla necessità di dover attivare un nuovo contratto, in caso di voltura meglio chiedersi se l’offerta luce e gas attivata dagli inquilini precedenti sia davvero conveniente.

Utenze Domestiche – Come Attivare una Linea Fissa

Le diverse compagnie di telefonia offrono ai loro clienti la possibilità di scegliere tra varie soluzioni che prevedono oltre alla semplice attivazione di una linea Adsl o Fibra, anche la possibilità di avere una linea fissa in abbinamento. L’ampia offerta del mercato e il continuo aggiornamento delle condizioni previste dalle tariffe dei vari operatori potrebbero rendere la scelta degli utenti difficile, con il rischio di selezionare un’offerta poco vantaggiosa.

Chi deve presentare la pratica
L’interessato ad attivare un nuovo contratto.

A chi rivolgersi
Alla compagnia telefonica scelta.

Cosa serve
Per attivare un abbonamento è sufficiente fornire le principali informazioni anagrafiche (nome, cognome, data e luogo di nascita) e di residenza o domicilio. I documenti normalmente richiesti invece sono
-il codice fiscale
-la carta di identità
-i dati di pagamento e il numero della carta di credito, la scadenza e l’intestatario se si intende pagare con carta di credito.

Scadenze e tempistiche
Le società di telefonia ha dei tempi prefissati entro cui provvedere alla richiesta dell’utente: tempi che, se non rispettati, danno diritto al risarcimento dei danni. Il trasferimento al nuovo operatore deve avvenire in un massimo di 10 giorni, con il minimo disservizio possibile per il cliente finale.

Costi
Al costo mensile della bolletta vanno aggiunti, in caso, anche i costi di attivazione della nuova linea (99 euro una tantum) e quelli, eventuali, di disattivazione (43 euro). Attenzione alle penali se si scinde in anticipo al contratto, che possono arrivare a 300 euro.