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Guide

Come Visitare Mola di Bari

La guida di oggi parla di una piccola cittadina a sud di bari :mola di bari.
Essa conta una popolazione di circa trentamila abitanti.

Le fonti di reddito per il paese sono l’agricoltura e la pesca.
I prodotti tipici dell’agricoltura molese sono i carciofi, i pomodori, le olive e l’uva le cui esportazioni contribuiscono ad accrescere il benessere della città.
La pesca è la fonte principale di reddito per i suoi abitanti e in questo mare ci sono tutte le migliori qualità di pesce da quello bianco a quello azzurro ai molluschi tra cui spicca il polipo a cui i molesi dedicano una sagra estiva.
Mola si allarga poi con due frazioni : san materno sulla provinciale per rutigliano e cozze, verso polignano che di estate pullula di turisti e bagnanti che giungono qui dai paesi limitrofi per il suo splendido mare.

A mola è possibile visitare : il castello fondato da carlo primo d’angiò nel 1277-1278 è caratterizzato da una particolare conformazione stellare prodotta da quattro bastioni.
La chiesa matrice dedicata a san nicola.
Ricordiamo poi il teatro niccolò van wester out divenuto famoso perchè le sue scene sono state calcate dal grande eduardo defilippo.

Tutti questi elementi fanno di questo piccolo centro, dal buon mangiare e dai monumenti da visitare uno dei posti da visitare in questa lunga e calda stagione estiva.
Spero che questa guida sia stata utile a tutti.

Cosa Vedere a New York in Cinque Giorni

Chi di voi non vorrebbe poter vedere una città così grande come New York anche avendo pochissimo tempo a disposizione? In genere chi parte per questa destinazione ha utilizzato dei pacchetti viaggio che prevedono 5 giorni a New York e poi via, destinazione altre mete. Molti però rimangono con quel senso di “incompiuto” e a volte di insoddisfazione perchè il poco tempo non ha permesso una bellissima visita della città. Ecco come organizzarsi per godere del meglio che questa offre in poco tempo.

Prima di tutto un consiglio spassionato, se siete amanti delle visite ai musei collegatevi sul sito Citypass.com e acquistate il voucher per gli ingressi privilegiati ai musei di New York (non so se sono cambiati ma quando l’ho fatto io Mo.Ma., Storia Naturale, Liberty Island ed Empire State building erano compresi).
Se non lo siete, beh, acquistatelo ugualmente perchè anche solo farete 3 delle attrazioni inserite nei voucher, il fatto che saltiate ogni fila vale la pena acquistare il tutto.
Un altro consiglio spassionato è quello di scegliere bene un albergo. Io mi sono trovato benissimo al Park Central Hotel, tra la 7 ave. e la 55 street, vicinissimo al Central Park e a Time Square. Ma considerando che il budget personale è una questione con cui fare i conti, allora posso solamente consigliarvi di scegliere un albergo sempre in Manhattan ma che sia vicino alla metro.

E adesso iniziamo il nostro giro turistico in 5 giorni

Il primo giorno vi indirizzerò immediatamente a sud, l’estremo sud dell’isola per prendere il traghetto che vi porterà prima su Liberty Island (dove si trova la Statua della Libertà) e poi successivamente a Ellis Island (dove sbarcavano gli immigrati prima di poter accedere in America).
Se vorrete visitare la Statua entrandovi allora dovrete prenotarvi poichè ad oggi gli ingressi sono limitati ad un massimo giornaliero e comunque previo consenso della sicurezza. Il mio consiglio è: passate oltre. Una volta sul traghetto che vi porterà sulle due isole, limitatevi a fare fotografie da vicino alla Statua e non sbarcate su Liberty Island. A gusto personale c’è di meglio da visitare e in soli 5 giorni, perdere anche solo 3 ore è tanto.
Ellis Island:
Quì si che qualche ora occorre spenderla. Superata velocemente Liberty Island, sbarcherete nel centro di accoglienza che riceveva gli immigrati e li sottoponeva a visite e controlli vari prima di concedere loro il permesso per entrare negli States. Suggestivo e interessante, vi è ricostruita con foto, locandine, statistiche, pensieri e ricordi di chi vi è passato, quella che era la trafila, lunga e difficile, da affrontare per poter essere ammessi nel nuovo mondo. Si possono visitare i dormitori e ripercorrere esattamente ogni singolo passaggio delle visite mediche e degli altri controlli.
Usciti da Ellis Island riprendete il traghetto e tornate a Manhattan. Probabilmente è ora di pranzo e vi consiglio un paio di buonissimi Hotdog che si trovano in ogni angolo della strada. Visto che siamo nella parte bassa vi indirizzerò, a piedi, a Wall Street. Così le 3 ore circa risparmiate saltando l’inutile scalo a Liberty Island (inutile se non avete il permesso di accedere alla statua) lo utilizziamo passando per la Broadway e facendo qualche foto con l’Orso o il Toro di turno, che ci indicano l’andamento della Borsa. Visto che ci siete perchè non allungarsi un pochino e raggiungere il ponte di Brooklin? Qualche foto anche a lui sperando di ricavare un briciolo di tempo per attraversarlo nei prossimi giorni.
Se avete acquistato i Citypass, allora chiudiamo la nostra giornata con una bella visita all’osservatorio dell’Empire State building sito all’86esimo piano. Perchè solo se avete i Citypass? Semplicemente perchè con questi salterete la prima e interminabile fila di ingresso e con una 40ina di minuti sarete in cima, altrimenti potreste impiegarci anche 2 ore abbondanti.

Secondo giorno:
La mattina la passerei a passeggiare per i Central Park, rilassante e suggestivo, ci si ritrova persi in mezzo alla natura e in alcuni punti non si vedono neppure i grattacieli… ma tantissimi scoiattoli. Nel pomeriggio vi consiglio di visitare il museo di Storia naturale. Si proprio quello del film “Una notte al museo” con Ben Stiller, ma solo l’ingresso è lo stesso, il resto… è bellissimo anche se le statue non si animano la notte!
=)
Prima di andare a cena vi consiglio di prenotare la visita all’osservatorio del Rockfeller center (il Top of the Rock), magari chiedendo lumi alla reception del vostro hotel. Prenotate l’ingresso per le 19.00 se siete in estate, la vista della città di sera dal 68esimo piano di Top of the Rock è la più bella in assoluto. pur essendo 18 piani più in basso dell’Empire.

Terzo giorno
La mattina recatevi a Chinatown e Little Italy, una bella passeggiata non può mancare tra questi luoghi decisamente belli e caratteristici. Visto che ci siamo oserei anche risalire verso nord e andare a visitare il Mo.Ma. (avete i citypass?). Ovviamente i musei sono sempre questione di gusto, ma come non entrare quì? E se siete degli amanti, allora dimenticate il resto della giornata, lo passerete tra opere d’arte e audioguide all’interno di questo. Per la serata suggerirei una bella passeggiata sul ponte di Brooklin e cenare al di là del fiume. Per il rientro la sera tardi non c’è problema, la metro è sempre in funzione e anche all’1.00 di mattina è sempre piena di gente.

Quarto giorno:
Shopping!
Sicuramente con voi c’è una donna… e allora approfittiamo per visitare la città e fare shopping. Tra la 5°ave., la 6°ave, Broadway e la 7°ave c’è l’imbarazzo della scelta. Negozi a non finire e voglia di comprare tutto. Il mio consiglio è: la 5°ave tra Central Park e la 40 street (è un bel passeggiare credetemi) e la 7°ave tra la 56 street e Time Square incociando la Broadway. Prendetevela comoda poichè tra Tiffany, Apple, Abercrombie, M&M e via dicendo, una volta entrati di tempo se ne perde… e anche qualche dollaro.

Quinto giorno:
Lo considero un giorno di interdizione.
Di solito un giorno lo si perde in arrivo a New York (quindi il realtà il primo giorno di vista è il secondo giorno in città) oppure per partire e anche quì spesso il tempo è tiranno. Quindi andate a briglie sciolte e gustatevi ancor di più questa città. Chissà quando potrete tornarci.
Altrimenti se avete i citypass beh… una mattinata al Guggenheim è di rigore per chi ama l’arte moderna. Oppure, previa prenotazione preventiva, una bella visita guidata all’ONU. Il pomeriggio?
Fate voi, a questo punto le tappe più interessanti sono state fatte! Il
sottoscritto è riuscito anche a vedere una partita di football al Giants Stadium nel New Jersey!

Una ultima indicazione prima di salutarvi, dove e cosa mangiare.
A colazione vi consiglio un salto nella catena “Caffè Metro”, si trovano dolci e succhi di buona qualità. Il caffè americano lo sconsiglio per gli amanti dell’espresso italiano. In alternativa, tra l’altro la mia “droga” americana, un salto da Starbucks e un buonissimo Java Chip Frappuccino, un frappè di latte, caffè, cioccolato e panna con ghiaccio.
A pranzo vi consiglio sempre qualcosa di veloce e poco pesante (!) mentre a cena evitate ristoranti che fanno pizza e pasta mentre cercate steakhouse e messicano, ottimi. Se invece siete alla ricerca estrema di qualcosa nostrano, allora l’unico decente che ho trovato è “le 3 zie” nel quartiere Chelsea, se non erro sulla 7°ave circa all’altezza della 23 street.
Se vorrete stare leggeri, di nuovo a Caffè metro e fatevi preparare una insalata a gusto vostro.

Cosa Vedere a Palermo

Palermo è una delle più belle città del sud italia con i suoi monumenti, le sue chiese, ed i vari stili che vi si possono ammirare dovuti ai vari popoli che, subito dopo la sua nascita, vi si sono soffermati. Certo girarla in un giorno non è cosa facile. In questa guida ti suggerisco una passeggiata per vedere i posti più belli.

Arrivando in città, un posto da non perdere sicuramente è il teatro politeama. Finito di costruire nel 1891, molto grande e bello con un colonnato esterno ed all’interno una sala con 950 posti. Posto in una vastissima piazza. Da li, percorri via ruggero settimo ed arrivi a piazza verdi, dove puoi ammirare il teatro massimo. Questo è il più grande d’italia con i suoi, circa, 1400 posti. Da li puoi proseguire per via maqueda,arrivando ai quattro canti, dove si incroci via maqueda con corso vittorio emanuele.

In questo incrocio vi sono quattro fontane, una ogni angolo, addossate a dei palazzi barocchi. Esse rappresentano i quattro fiumi che anticamente attraversavano la città, e sopra ad esse le quattro protettrici della città antica poiché essa era divisa in altrettanto cantoni. Ammirata la piazza, prosegui un po’ diritto per via maqueda ed alla tua sinistra puoi ammirare piazza pretoria con il palazzo municipale, la chiesa di santa caterina, e la bellissima fontana omonima risalente al 1580 circa.

Andando avanti per un centinaio di metri puoi ammirare la chiesa della martorana e quella di san cataldo con le sue quattro cupole rosse in stile arabo. Ritorna indietro ed a piazza villena gira a sinistra, puoi ammirare la chiesa di san giuseppe, una delle più grandi della città. Molto bella al suo interno. Continua diritto sempre su corso vittorio emanuele e dopo cinque minuti incontri l’oratorio del ss salvatore. Una chiesa a forma rotonda ed in stile barocco, risalente al 1702.

Continua a percorrere la strada ed arrivi così alla cattedrale. Risalente al 1185. Vi si accede attraverso una villa. Sia accanto ad essa che salendo un altro poco vi è una porta di ingresso alla città ed altro.

Cosa Vedere a Parigi in Quattro Giorni

Parigi è una città bellissima e molto romantica, ma ahimè in 4 giorni non è facile visitarla tutta, però con un pò di preparazione, una buona mappa e un buon paio di scarpe comode è possibile tornare a casa ed aver visto almeno le cose essenziali. Parola di chi l’ha vissuto sulla propria pelle!!!!!!

Parigi è una bellissima città, molto grande e caotica e non è facile visitarla tutta in 4 giorni, ma con un pò di preparazione e organizzazione si può tornare a casa ed aver visto almeno le più importanti attrattive della città.

Il mio primo consiglio è iniziare subito con la visita (dopo una breve sosta in albergo per le valigie e una doccia) dopo munirsi di una bella mappa della metropolitana parigina che è organizzata benissimo e collega tutti gli angoli della città.il secondo consiglio riguarda invece il cibo: non fermatevi nei primi fast food che incontrate ma mangiate nelle brasserie ( io ve ne consiglio vivamente una dove si mangia italiano con soli prodotti italiani e si trova nel quartiere dell’opera).

Le cose da vedere sono tante ma io consiglio in primis: la torre eiffel (se potete visitatela di sera è uno spettacolo), il sacro cuore che si trova su una splendida collinetta dove si gode di un panorama mozzafiato, la cattedrale di notre dame, la sainte chapelle ( bellissima dentro e fuori) e ovviamente il museo de louvre (controllate bene gli orari dovrebbe essere chiuso di martedì). All’esterno del museo potrete vedere la piramide di plexiglass su cui dan brown ha fantasticato nel suo libro. I giardini di lussemburgo (ardentemente voluti da maria dè medici) sono tra i più belli al mondo, tanto verde, tanto relax, fontane ed uno splendido laghetto faranno da sfondo alle vostre tante fotografie. Degni di nota sono sicuramente il quartiere latino, il lungo senna dove si può fare una splendida escursione sul bateau mouche (la consiglio di sera è molto romantica)e piazza della bastiglia anche se ne è rimasta davvero poco (solo qualche pietra).

Un ultimo consiglio è munirsi di un vocabolario se non conoscete bene la lingua.

Come Vestirsi in Moto

Andare in moto è un’esperienza unica che non può essere paragonata ad altro. La moto è libertà e adrenalina: è un mezzo prevalentemente estivo, soprattutto in alcune zone d’italia in cui fa particolarmente freddo.

Ci sono, tuttavia, gli irriducibili, che non rinunciano ad andare in moto nemmeno nelle fredde giornate invernali, assaporando la sensazione del fresco e della libertà senza limiti climatici: la libertà è impagabile.
L’abbigliamento per andare in modo deve quindi essere in grado di proteggere dal freddo, ma non solo in inverno: infatti, anche in estate viaggiando in moto, il vento può essere particolarmente freddo e fastidioso.
Oltre che proteggere dal freddo, però, quando si va in moto, è necessario che l’abbigliamento sia in grado di proteggere motociclista.

Vediamo quali sono gli indumenti più adatti per viaggiare sicuri e caldi inmoto, in qualsiasi stagione e con qualsiasi temperatura, senza scendere a compromessi tra sicurezza, comodità e libertà di movimento.
La giacca assume sena dubbio un’importanza fondamentale per tutti i motociclisti: è l’indumento che più di tutti li deve proteggere dal freddo, dal vento e dagli urti e dev’essere quindi strutturata in modo tale da adempiere tutte queste funzioni.
La giacca estiva è una giacca di media grossezza, il cui compito è principalmente quello di proteggere dal vento, che a quelle velocità può essere molto fresco e fastidioso, inibendo anche la guida del centauro.
Non può, tuttavia, essere esclusivamente una giacca a vento classica, perchè non assolverebbe la funzione di protezione al motociclista, forse più importante di quella di riparo dal freddo e dal vento.
Anche la giacca estiva, quindi, deve presentare una certa consistenza: le giacche da moto estive sono costruite solitamente con sistemi di aerazione, in modo tale da permettere un ricircolo dell’aria e non far sudare il centauro.
Le giacche da moto estive sono generalmente di pelle, ma con la fodera fresca che permette una buona aerazione e il passaggio dell’aria per una sensazione di fresco anche in estate, nonostante il giubbotto pesante.
Ci sono poi gli intrepidi, che ai classici giubbotti, come si è soliti intenderli, preferiscono delle giacchette ultra leggere, quasi di rete, che servono quasi esclusivamente come supporto per le protezioni.

I giubbotti invernali sono, invece, costruiti in modo tale da tenere caldo al motociclista, proteggendolo dalle temperature rigide esterne: sono solitamente in pelle, oppure in cordura, materiale molto resistete.
La cordura è un materiale sintetico molto resistente, ottenuto tessendo varie volte i fili di nylon ottenuti dal poliammide, una sostanza plastica molto resistente sia agli strappi che alle abrasioni: per questo motivo è scelto per i giubbotti da moto.

Ci sono poi le protezioni… Salvataggio di molti motociclisti, troppo spesso ignorate specialmente d’estate e dai giovani: sono infatti tanti quelli che, incuranti del vento e del freddo, usano andare in moto in estate con le t-shirt.
Ora, lasciando perdere il discorso del vento e del freddo, assolutamente soggettivo, guidare una moto che può raggiungere i 200 km/h (evitate però di toccarli) con una semplice t-shirt indosso, è quanto meno da incoscienti.
Nelle giacche, sia estive che invernali, le protezioni sono sistemate sulle spalle, sui gomiti, sul torace e sulla schiena, nei punti nevralgici dove occorre proteggere degli organo o articolazioni particolarmente delicati.
Le protezioni sono solitamente in fibra di carbonio o in plastica dura e sono generalmente amovibili, in modo tale da essere sostituite nel caso in cui si rovinino. Possono essere inserite all’interno o all’esterno della giacca.
Solitamente, le protezioni dei gomiti sono posizionate all’esterno della tuta e vengono chiamate saponette, perchè consentono di scivolare sull’asfalto senza arrecare danni al motociclista.
La protezione delle spalle, invece, è inserita all’interno della giacca, in un apposito alloggiamento chiuso da zip, in modo tale da essere facilmente rimosso anche quando il giubbotto viene lavato o riposto.
Anche la protezione del torace è amovibile ed è posta all’interno di speciali tasche situate nelle due parti della giacca, destra e sinistra. Questa protezione viene venduta solitamente con livello di sicurezza standard, ma può essere sostituita con placche più resistenti.
Lo stesso discorso fatto per la protezione toracica, può essere fatto per quella dorsale, fondamentale per proteggere la spina dorsale del ciclista.

Per i pantaloni da moto può essere fatto lo stesso discorso che si è fatto per le giacche: anche questo indumento si distingue tra estivo e invernale e può essere di pelle o di cordura, con tutte le protezioni.
Esistono in commercio anche dei sovrapantaloni, ovvero dei pantaloni speciali che si indossano sopra il pantalone normale, solitamente un jeans, e che hanno il solo scopo di preservare il pantalone dalla sporcizia.
Come per i gomiti, per le ginocchia sono state studiate delle saponette, da inserire esternamente al pantalone, in materiale plastico o in carbonio.
Nei pantaloni, sono poi inserite delle protezioni per la tibia e il perone.
Alcuni modelli di pantalone prevedono anche delle protezioni sulle cosce, delle placche da inserire nel pantalone in modo tale da proteggere una zona che non sempre viene tenuta in considerazione, ma molto delicata in quanto è coinvolta nel passaggio nella vena aorta femorale.
Le scarpe da moto sono solitamente in forma di stivale alto sulla gamba, per garantire la massima protezione a tutto l’arto, caviglia compresa.
Gli stivali da moto, quindi, presentano dei particolari rinforzi sulla caviglia.

Anche i guanti rappresentano un indumento accessorio di fondamentale importanza per chi va in moto: le mani del motociclista sono fondamentali per comandare e gestire la moto: freno, frizione e acceleratore dipendono dalle mani.
In estate i guanti sono in cordura leggere o in pelle fine, e servono più che altro per riparare le mani da eventuali corpi in movimento, come i sassolini dell’asfalto o altri oggetti che potrebbero ferire le mani del centauro (anche i moscerini)
Sono comunque dotati di protezioni sia sul dorso, ma specialmente sulle dita: è come se fossero delle micro saponette a protezione delle nocche.
I guanti invernali servono anche per evitare che le mani perdano sensibilità a causa del grande freddo, rendendola moto ingestibile da parte del centauro.